D ice mio marito che io sono una donna dalle grandi passioni che poi rimane incastrata tra le cose terrene. Però è successo, una mattina alle 5.07, mentre allattavo belfy, che sono andata a leggere il blog della mia amica otta che ha pubblicato il video di Stella McCartney per la peta (people for the ethical treatment of animals), presentato durante l’ultima fashion week.

Ora, io sono mamma bis. e sono cambiate tante cose e la testa sotto la sabbia si fa più fatica a metterla con 2 nani che pendono dalle tue labbra.

Per questo spero proprio che ci riuscirò e magari potrò far cambiare idea anche solo a una delle mie amiche. quindi, qualunque sarà l’esito della mia crociata, potrò sempre dire a me stessa che almeno io ci ho provato. senza estremismi. la carne, mi piace, e trovo che gli uomini abbiano bisogno viscerale e costituzionale di mangiare. però, da tempo, cerco di comprare carne solo da allevamenti controllati che non maltrattano gli animali. poi, se mi sòlano, è un altra questione. guardando le immagini che scorrono dietro alla parole di Stella mi sono chiesta se davvero ne vale la pena. io amo le scarpe, mi innamoro perdutamente delle borse. ma se ogni borsa che compro, implica la tortura di un animale. allora, davvero, grazie anche no. pensare che basterebbe solo usare materiali diversi, come fa Stella. quante sono le persone che perdono la testa davanti a una borsa o a un paio di décolletées per la qualità della pelle? pochissime, immagino. ci si innamora di un colore, di una forma, di una profondità, di un dettaglio, di una chiusura. della materia di un sogno, insomma. non della materia fine a se stessa. e allora basterebbe così poco. se solo case e stilisti si impegnassero a non usare più pelle di origine animale. e lo farebbero, se noi smettessimo di volerla. bene, io qui lo dico e mi impegno davanti a voi: io da oggi ci provo. cara Stella, come sempre mi hai convinto. magari oggi convincerà anche qualcuno di voi.

Ovviamente il discorso mica vale per quello che ho già. Tipo le pellicce anni 80 di mia mamma se me le metto a posto va bene, no, Stella? eh? ah no? nemmeno quelle? beh ma mica le posso buttare. Dai almeno una. Sì solo lo zibellino lo prometto. Magari la bianca pure, però, che è già un po’ andata, mi ci faccio un gilet per l’autunno. Per la Kelly, ochei, non la voglio più. e la 2.55 magari me la ricompro di tessuto che tanto ogni stagione Chanel ne fa qualcuna non in pelle. ochei, affare fatto, cara Stella. così risparmio pure.

Questa mattina, infine, la mia virata eco è stata accolta molto bene in famiglia, soprattutto marito ne è entusiasta e mi ha garantito tutto il suo appoggio. Anzi, mi ha suggerito per completare la mia trasformazione in una persona migliore, di informarmi bene sullo sfruttamento minorile nelle miniere dove si estraggono i diamanti e sulle modalità della raccolta dell’oro. Avrà mica un secondo fine?

Qui il video in cui la stilista Stella McCartney spiega il motivo per cui sceglie di lasciare la pelle dalle sue collezioni.

 

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