s iccome a Torino piove da 2 giorni, mi sono dedicata al websurfing sull’iphone, sport in cui mi diletto da qualche mese con risultati incredibili, infatti ormai lo pratico a livello agonistico, con un dito solo, mentre allatto/cambio pannolini/faccio bagnetti/incastro marsupi/completo puzzle di barbapapà/disegno facce sorridenti su palloncini flosci/frullo zucchine. una volta, in un torneo rionale, ho vinto pure il bronzo. il segreto è non farsi beccare dal nano, nascondendo l’iphone tra il palmo della mano e la manica del golf e dire, a cadenza quasi regolare, “e il coccodrillo come fa?”, tanto il nano non lo sa, rimane sbacalito, con l’occhio fisso di chi la risposta la vuole trovare, anche se non sa parlare, e magari, nel frattempo, un paio di siti ve li riuscite pure a vedere. ecco, dunque, per sopravvivere alla cattività di queste giornate di pioggia, in quei 32 secondi liberi che ho avuto ieri notte tra le 2.12 e le 2.13 quando belfy sembrava quasi essersi addormentata come un essere umano, naviga, rinaviga e naviga ancora: colpo di fulmine, mi sono innamorata. di quegli amori che ti trafiggono il cuore. infatti, ci continuo a pensare. anche ora che dovrei finire di sistemare gli armadi delle bambine che è una settimana che infilo a ory (19 mesi) pantaloncini taglia 3 mesi e a belfy (3 mesi) pijami con i piedi taglia 24 mesi. ho pure trovato una salopette tirolese 6 anni, lungimirante regalo per la crescita di mia mamma, che non so proprio in quale cassetto mettere. quasi quasi la tengo io, che l’anno prossimo mio marito non potrà più dirmi di no, all’oktober fest dovrà portarci anche me. tié. eppure, nonostante, i mille imprevisti (dalla perdita improvvisa del pennarello “bu” fino al lancio delle pantofole di velluto nella vasca piena d’acqua) in cui mi imbatto durante queste deliranti giornate di umidità thailandese, loro restano lì, tra i miei pensieri. sarà il cielo plumbeo che fa romantico, sarà la tavoletta di cioccolato fondente che mi sono mangiata a merenda, fatto sta che quando è amore, si capisce subito, c’è poco da fare. quindi, ipnotizzata nana n.1 di fronte a un tubetto di dentifricio nuovo di pacca, incantata nana n.2 con uno spettacolo di ombre cinesi degno del mago Silvan, mi sono potuta dedicare alla mia nuova storia d’amore. con un paio di scarpe (passione di vita, seconda solo a bambine, marito e famiglia). eccole lì, che mi sorridono da una pagina web, che sussurrano il mio nome tra un banner e una didascalia. sono le nuove stringate di Fratelli Rossetti (http://www.ladyblitz.it/moda/f-lli-rossetti-si-rinnova-sotto-1452357/). scintillanti, a tinte forti, coi buchini all’inglese e con le stringhe tono su tono. chicca delle chicche, la suola con scritto “Milano”, che se me le metto in piazzetta a Moncalieri fa tanto ” sono appena tornata da una vacanza con un gruppo di artisti emergenti nel meatpacking district a New York”. wow. non me le levo dalla testa. le mie preferite sono quelle verdi, mentre a ory piacerebbero sicuramente quelle ciclamino, che è uno dei suoi colori preferiti. a belfy va bene tutto, tanto dorme sempre, tranne di notte che è buio e i colori non si vedono, quindi fa lo stesso. ecco, io, con quelle scarpe mi sentirei tanto a posto, una gran signora ai giardinetti, alla festa per i 4.000 anni del grissino rubatà, al concerto dei Coldplay, alla ludoteca di fronte al Po. santa protettrice delle casalinghe trapiantate in provincia da metropoli piene di vetrine tentacolari, aiutami tu. e all’alba, quando belfy smetterà di ululare, fai apparire in sogno a marito le stringate verde prato.

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